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Questo è ciò che resta del mio tempo

28 Giugno, 2014

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Preziosissimo tempo.
Passi e lasci folle di pensieri in testa e li, sulla punta della penna.
Vorrei scrivere e raccontare.
Ma è tutto urgente.
Tutto adesso.
Tutto prioritario a parte me.
E così forse dev’essere quando l’egoismo dell’essere figlia viene messo in un angolo dalla responsabilità di essere madre, adulta.

Lotte su lotte e poco tempo per ridere.
Ricordatemi di scrivere un saggio breve su essere madre di una figlia quasi teenager, fuori peso massimo e senza cognizione di tempo e misura.

Per il resto verrà il giorno di ricolonizzare questo spazio. Non oggi.

Due cose che amo.
Rubate in giro.
Una straordinaria poesia.
Un magnifico mare.

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_Se finalmente potessi esprimere ciò che è dentro di me.
Urlare: gente, vi mentivo
Dicendo, che questo in me non c’è.

Quando invece QUESTO è lì, sempre, di giorno e di notte.

Anche se proprio grazie a questo, ero in grado di descrivere le vostre infiammabili città, i vostri brevi amori e i vostri giochi che si sbriciolano come un legno tarlato, orecchini, specchi, la spallina cadente, scene di camera da letto e di resti di battaglia.

Scrivere era per me una forma strategica di protezione, per cancellare le impronte. Perché non è possibile che alla gente piaccia colui che stende la mano verso il proibito.

Richiamo in aiuto i fiumi in cui nuotavo, i laghi con il ponticello tra giunchi, la valle, in cui l’eco di un canto accompagna la luce della sera, vi confesso che le mie lodi estetiche sull’esistente potevano essere esercizi di alto stile, ma sotto sotto c’era QUESTO, che non mi sento di nominare.

QUESTO è simile al pensiero di un vagabondo quando cammina per la strada gelata di una città straniera.

Ed è simile al momento in cui un Ebreo assediato vede i pesanti caschi dei gendarmi tedeschi che si avvicinano.

QUESTO è come quando il figlio del re va in una città e vede il mondo vero: miseria, malattia, vecchiaia e morte.

QUESTO può essere paragonato al volto assente di qualcuno, che ha capito di essere stato abbandonato per sempre.
O alle parole di un medico con un verdetto irreversibile.

Perché QUESTO significa incontrare un muro di pietra, e capire, che questo è un ostacolo che non cederà al alcuna nostra supplica_

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