no woman no cry / santi, navigatori e poeti

Come fate?

12 Febbraio, 2016

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Come fate.
Ditemelo.
Come fate a scappare dall’amore, a far finta che non esista, che quello che non doveva succedere, sia invece successo.
Come fate a negarvi qualcosa che volete, una persona che desiderate, un sentimento che vi fa incastrare il cervello.
La vita è così breve. Vale la pena?
Come fate a diventare lo zerbino di un uomo. Credere a tutte le storie che inventa. Amarvi per lui e per voi rinunciando a mandare avanti la vostra vita. Che è sempre breve, come di cui sopra.
Come fate a non vedere, non sentire, non cogliere certe sfumature, a non superare mai la superficie di certe relazioni, a dimenticare sempre a casa la giusta dose di buonsenso.
Come potete andare a un funerale e non portare il vostro cordoglio.
Riunirvi con le colleghe e decidere tutto voi.
Lanciare i soldi in faccia a una persona con la quale avete scambiato si e no due parole.
Licenziare qualcuno che non avete mai neanche incontrato.
Disprezzare i risultati raggiunti da un amico.

Come fate a tenere tutto dentro. L’aria, i pensieri, le voglie.
A non perdervi mai dentro un tramonto.
A non piangere ascoltando una canzone.
A uscire di casa per lavorare e dimenticare che dovreste soprattutto vivere.

Poi ci ammaliamo.
Somatizziamo.
Ci riempiamo di chiazze e bolle e herpes e influenze e mal di stomaco.

Poi ci blocchiamo. La schiena, il collo, un ginocchio. Non ci muoviamo più.

Il corpo paludato tanto quanto la nostra mente.

Sulla mia lapide voglio sia scritto che ho tanto amato, tutto. Anche nei periodi peggiori. Ho amato tantissimo. Armata di lancia e parole feroci. Protetta da corazze e scudi. Lucida quanto incoerente nel viavai dei giorni.

La vita è così breve.
Come potete lasciarla semplicemente passare?

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Comments (0)

  • 12 Febbraio, 2016 by picchina

    picchina

    Non solo non si può, non si deve.

    Io mi ripeto ogni giorno “chi vuol esser lieto sia: di doman non c’è certezza” e vivo di conseguenza.

    Certo: fa male vivere così, amare fino a consumarsi, amare nonostante tutto e poi, se ci si trova – come dicevi tu, ad amare per due – non amare più.

    Fuggire da ciò che ci stringe o ci schiaccia e correre verso quello che ci fa stare bene anche se si vede lontano un miglio che è destinato a breve vita.

    Vivere anche per se stessi e non solo per gli altri è la lezione che ho imparato con più difficoltà ma è forse l’unica chiave della felicità.

    Ti abbraccio.

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